Interviste esclusive da Music World

.



Sei nato a Tissi e ti sei avvicinato alla musica da autodidatta. Qual è stato il primo ricordo o la scintilla specifica che ti ha spinto a prendere in mano una chitarra e a iniziare questo percorso personale?Iniziai a suonare la chitarra all’età di circa 9 anni, grazie a mio fratello, che con tanta pazienza mi insegnò i primi accordi e, successivamente, diversi brani di artisti e band che hanno caratterizzato il mio percorso musicale.Ogni volta che prendevo la chitarra in mano era divertimento, era magia. Passavo ore a suonare, a imparare brani e a cercare di ricordarli a memoria. Ero affascinato dalle sonorità di alcuni artisti, li ascoltavo e sognavo di riuscire un giorno a suonare come loro.Quella che all’inizio era semplicemente una grande passione è diventata, con il tempo, una parte fondamentale della mia vita. E già allora, nel mio piccolo, avevo un sogno: riuscire un giorno a scrivere le mie canzoni e realizzare un album tutto mio. Lo studio personale: Formarsi da autodidatta richiede grande disciplina e passione. In che modo la ricerca personale sul canto e sulla chitarra ha plasmato il tuo approccio unico alla composizione? Ho iniziato a costruire le mie prime basi musicali da solo, cercando di capire, sperimentare e ampliare poco alla volta le mie conoscenze. Essere autodidatta mi ha portato a essere molto curioso e a non smettere mai di cercare nuovi stimoli.Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di confrontarmi con tanti musicisti, dai quali ho cercato di “rubare” tecniche, idee e tutto ciò che poteva aiutarmi a crescere. Credo che, soprattutto all’inizio, confrontarsi con gli altri sia uno dei modi più importanti per migliorare.Successivamente ho avuto modo di studiare e confrontarmi anche con diversi insegnanti, che mi hanno aiutato a colmare alcune lacune e a consolidare quelle che oggi sono le mie conoscenze musicali.Tutto questo percorso, tra autodidattica, studio e confronto, ha contribuito a formare il mio modo di vivere la musica e, di conseguenza, anche il mio modo di comporre: partendo sempre dalla curiosità, dalla sperimentazione e dal desiderio di raccontare qualcosa di mio. L'energia della band: Nel 2005 hai fondato i Gamas Rebeldes, con cui hai condiviso anni intensi di concerti anche fuori dalla Sardegna. Cosa ti ha lasciato di più importante quell'esperienza collettiva? L’esperienza con i Gamas Rebeldes mi ha portato a maturare quella consapevolezza che serve a un musicista quando decide di inseguire i propri sogni. Mi ha insegnato che per raggiungere dei risultati bisogna lavorare sodo ogni giorno, prima individualmente e poi mettendo il proprio lavoro al servizio del gruppo, per creare insieme qualcosa di magico.Per me è stata una scuola importante, che mi ha insegnato davvero tanto, non solo dal punto di vista musicale. È stato un percorso fondamentale, che mi ha dato modo di conoscere meglio me stesso, capire i miei limiti, le mie passioni e, soprattutto, la strada che volevo percorrere. Il primo lavoro in studio: Nel 2011 è uscito il primo album di inediti con la band. Che ricordo hai di quell'ingresso in studio e del processo creativo condiviso? Ho un ricordo molto bello di quel periodo, perché per la prima volta stavamo realizzando qualcosa di nostro, di unico. Era una sensazione condivisa, che vivevamo ogni giorno con entusiasmo e adrenalina.Ammetto che non è stato facile: entrare in studio, confrontarsi sulle idee e riuscire a trasformare il tutto in un lavoro concreto. Ma proprio attraverso quelle difficoltà siamo riusciti a creare un album che ha segnato in maniera netta il nostro genere e la nostra linea musicale.È stato il momento in cui abbiamo dato un’identità precisa alla band e abbiamo trasformato anni di passione, prove e concerti in qualcosa che sarebbe rimasto nel tempo. Incontri artistici: Nel corso del tempo hai collaborato con realtà come Modena City Ramblers, La Casa del Vento, Francesco Moneti, Luca Lanzi ecc. Qual è stato l'insegnamento più grande che ti ha lasciato il confronto con questi artisti?Sono cresciuto ascoltando diversi generi musicali, ma i brani e le sonorità di questi artisti hanno sicuramente influenzato molto il mio percorso. Con il tempo ho avuto la fortuna di condividere con loro il palco e di realizzare quello che, da ragazzo, era uno dei miei sogni.Mi hanno insegnato tanto, non solo dal punto di vista musicale. Ho conosciuto dinamiche e situazioni che mi hanno dato una marcia in più per maturare, crescere e imparare a vedere le cose con occhi diversi.Sono esperienze che ti segnano profondamente e che, in qualche modo, ti portano su un’altra dimensione. Ti fanno capire quanto sia grande il mondo della musica e quanto ci sia ancora da imparare, anche quando pensi di aver già fatto tanta strada. Le radici e il folk: Il confronto con diversi nomi, cosa vi ha legati alle radici e al folk-rock, cos’ ha influito sul tuo modo di intendere il legame tra la tua terra (la Sardegna) e la tua musica?Sicuramente il confronto con questi artisti ha influenzato il mio modo di vivere e intendere il rapporto tra musica e territorio. Sono cresciuto in Sardegna e le mie radici fanno inevitabilmente parte di quello che sono, anche musicalmente.Il folk e il folk-rock mi hanno insegnato che si può parlare della propria terra, delle proprie origini e delle proprie esperienze senza necessariamente raccontarle in maniera diretta. A volte sono le sonorità, il modo di scrivere, le immagini che evochi o semplicemente il modo di vivere la musica a portarsi dietro le proprie radici.La Sardegna è una terra ricca di storia, tradizioni, paesaggi e contraddizioni, e tutto questo inevitabilmente entra nel mio modo di scrivere e di vivere la musica. Non sento il bisogno di fare musica “sarda” a tutti i costi, ma credo che la Sardegna sia dentro di me e che, in qualche modo, venga fuori naturalmente in quello che faccio.Il confronto con questi artisti mi ha aiutato proprio a capire questo: puoi partire dalle tue radici, portarle con te e allo stesso tempo guardare oltre, contaminarti e costruire una tua identità musicale.

Nuove storie ogni settimana

Aggiorniamo regolarmente la nostra sezione "Interviste esclusive" con nuovi contenuti, assicurandoti sempre nuove prospettive e ispirazioni. Che tu sia un appassionato di lunga data o un nuovo ascoltatore, troverai interviste che arricchiranno la tua comprensione del panorama musicale e degli artisti che lo popolano.

Il tuo accesso privilegiato al mondo musicale

Music World si impegna a offrirti un accesso senza precedenti al mondo degli artisti. Le nostre interviste esclusive sono pensate per informare, ispirare e intrattenere, creando un ponte tra gli artisti e i loro fan. Non perdere l'opportunità di connetterti con le leggende e le stelle emergenti della musica.